Un libro, che cos’è un libro? Un orizzonte di attesa che, foglio dopo foglio, si schiude lentamente aprendoci un mondo incredibile fatto di sogni, conoscenza, desiderio, angoscia, paradiso, inferno, amore. Qualcuno, non ricordo chi, ha scritto che chi viaggia è come se vivesse più volte. La stessa cosa è per chi legge: chi legge vive tante volte per quante sono le storie, i personaggi, le vicende in cui si imbatte nelle pagine dei libri. Veri e propri compagni di vita che non vanno buttati, dimenticati, stropicciati, disprezzati ma, al contrario, apprezzati, compresi, amati e, perché no, venerati.
Perché vi dico queste cose? Perché i libri appartengono all’infinito mondo dei beni culturali, anch’essi rappresentano la memoria. E dunque la nostra associazione ha il compito di "difenderli" e valorizzarli alla stessa stregua di chiese, musei e affreschi. Con questo spirito è nata la nostra biblioteca, testimone e punto di raccordo di studi, ricerche e documentazione provenienti da tutte le sedi di Archeoclub d’Italia. La sua riogranizzazione, come ricorderete, avvenuta grazie alla manifestazione Archeolibro la cui seconda edizione è prevista per il prossimo anno con il duplice scopo di indurci maggiormente alla ricerca, alla scrittura, allo studio dei beni culturali, e di rimpinguare gli scaffali dell’associazione. Tenetevi pronti, allora, e, principalmente, non disperdete quanto avete già prodotto in questi anni. Ogni pagina delle vostre guide, ogni scritto dei vostri volumi è fondamentale.
E in più vi dico: non buttate i vecchi libri (non so se vi sia mai capitato di vedere un libro in cassonetto dell’immondizia, credetemi, provoca tristezza, rabbia, malinconia. Fa male come un graffito sui monumenti o come un paesaggio offeso da un palazzo abusivo). Enciclopedie datate, ingiallite raccolte di storia, inacidite rassegne d’arte, anche se non riguardano espressamente i beni culturali, regalatele alla nostra biblioteca. Maggiore sarà la sua "capacità di memoria" maggiore sarà l’autorevolezza di Archeoclub d’Italia. Ciò, inoltre, potrebbe consentirci di accedere a un contributo speciale previsto per gli istituti culturali in grado di disporre, appunto, di una biblioteca organizzata e messa in rete, al servizio di soci e cittadini.
E questo certamente non guasta.
W.MAZZITTI