L’operazione, prima nel suo genere su scala regionale, consiste nella visita, a cadenza mensile, di una località delle Marche in cui sia presente una sede di Archeoclub. Si tratta di una visita guidata alla quale tutti possono liberamente e gratuitamente partecipare. I soci della sede di turno, scelta una o più date nell’ambito del mese, per lo più domenicali, approntano un itinerario di cui forniscono il servizio guida. L’escursione può avere la durata di mezza o di un’intera giornata, associando in questo caso anche l’idea-pranzo, o meno frequentemente cena, in ristoranti tipici e a costi interessanti. La partecipazione prevede sempre l’utilizzo di mezzi propri per garantire a ciascuno la massima libertà di tempi e di movimento. L’adesione alle proposte eno-gastronomiche è facoltativa, ma rende la prenotazione, se non assolutamente necessaria, perlomeno prudenziale. Nella scelta della località si tiene ovviamente conto della stagione, privilegiando la presenza di aree archeologiche nei periodi primaverile ed estivo, serbando invece quelle con possibili percorsi al chiuso per i tempi metereologicamente meno fausti. Per la sede di turno diventa questa un’occasione per poter mostrare il patrimonio conservato nel suo territorio, ma contemporaneamente, anche le proprie capacità organizzative.
Nelle pagine della rivista mensile Corriere Proposte ed anche nel relativo sito internet "www.corriere proposte.com" vengono indicate, in un breve testo scritto e per immagini, le modalità per il raggiungimento della località prescelta ed un breve excursus storico della stessa, nonché la sintetica esposizione delle emergenze architettoniche-monumentali, museali, artistiche, ambientali e folkloriche cittadine e del territorio. Orari, programma e riferimenti telefonici vengono chiariti in uno specchietto a pie’ pagina.
Le visite sono talora occasione di accessi privilegiati in luoghi abitualmente chiusi al pubblico (come nel caso degli ipogei privati nel centro storico di Osimo o degli affreschi quattrocenteschi di un convento di clausura nella stessa città, oppure dei camminamenti militari della basilica-fortezza di Loreto). Talvolta l’indicazione di una località è suggerita da un evento come un recente restauro o una mostra in corso di particolare interesse (ad esempio quella dei Kuroi Milani di Osimo, o dell’iconografia di san Cristoforo a Jesi, o dell’itinerario artistico dal trecento al seicento a Recanati) o ancora, di qualche festa tradizionale, come le celebrazioni in onore del patrono san Venanzo a Camerino o il ballo de la ’nzegna nella festa di san Fortunato a Falerone.
Risultano evidenti gli scopi che l’iniziativa si propone, in primis quello di far conoscere la più grande associazione italiana di volontariato culturale, la sua validità e competenza. Quindi, la conoscenza della regione, delle località in cui agisce, valorizzandone tutti gli aspetti possibili, non ultimi quelli legati alla cultura eno-gastronomica (veramente inebriante è stato a Morro d’Alba l’assaggio del vino Lacrima di Morro presso le cantine del posto dopo aver "marciato" lungo i ben conservati camminamenti militari).
Un ulteriore aspetto, davvero non trascurabile di questa proposta, è la possibilità dei soci delle varie sedi di sentirsi a casa propria ovunque e quella di poter ampliare o favorire la nascita di nuove ed interessanti amicizie vista la nutrita partecipazione (punte di oltre duecento visitatori ad Osimo e poco meno a Monterinaldo). Peraltro, si è ormai selezionato un buon gruppo di più assidui. Dunque conoscenza dei luoghi, ma anche conoscenza delle persone accomunate dal forte interesse per la cultura, l’arte e la storia, nonché illustrazione e scambio di materiali di approfondimento e di studio.
L’operazione, dall’estate dello scorso anno, ha già toccato molti centri urbani di varie province: dai comuni della valle dell’Aso a Cupra Marittima, a Ripatransone, a Falerone, poi a Morrovalle ed ancora salendo a Loreto ad Osimo, a Recanati fino a Camerino e ai centri della vallesina. Da ultimo a Fano. L’avventura continuerà ed almeno altre trenta sedi Archeoclub aspettano di aprire le porte delle loro città. Non è nemmeno da escludere che si possa tornare nei luoghi che già hanno ospitato una prima volta l’iniziativa, inserendo nuovi programmi.
Dovendo tracciare un primo bilancio, va detto che le uscite si sono dimostrate tutte all’altezza delle aspettative, come pure il livello di preparazione delle sedi ospitanti. Forti di questo successo sembra opportuno cercare il coinvolgimento degli organismi regionali preposti alla valorizzazione. Un’iniziativa dunque che ha già permesso di richiamare ed avvicinare un gran numero di persone e favorire la presa di coscienza del patrimonio culturale, affinché prevalga la conservazione sul degrado. Una sorta di corso di formazione aperto a tutti, utile sia docenti che ad allievi, ma indispensabile ai nostri associati per crescere in grado di preparazione e conoscenza del territorio.
Un grazie a tutte le sedi che mettono a disposizione il proprio entusiasmo e la propria vitalità per guidare alla scoperta di incredibili meraviglie in una regione dell’Italia poco nota agli stessi marchigiani.