Camerino (MC)
Percorsi metropolitani

Si è tenuto a Camerino, dal 29 luglio al 2 agosto, l'XI Seminario di architettura e cultura urbana, quest'anno incentrato sul tema della mobilità urbana. Tale accezione riduttiva che tratta il tema sotto l'aspetto infrastrutturale e di servizio trova la sua radice ideologica fra le avanguardie del primo '900 e ha contribuito non poco alla formazione delle periferie urbane così come oggi si configurano, legate alle città di appartenenza soltanto da un asse di scorrimento veloce o una linea ferroviaria.

Ancor più incidente è stata l'idea di disegnare nuovi assi stradali a cielo aperto all'interno delle città con esclusiva funzione veicolare, o attribuire funzione di canali di traffico a preesistenti strade cittadine nate per rappresentare la vita collettiva nella sua complessità materiale e simbolica. L'esito di tali interventi è stato spesso quello di interrompere bruscamente sia il tessuto urbanistico che le relazioni sociali dei cittadini, confinandoli ai margini della scena urbana.

La distinzione funzionalista delle strade cittadine come condotte di traffico ha alimentato anche il senso di spaesamento e di disagio che si prova nel percorrerle. Gli spazi pubblici sono stati rimossi dai luoghi tradizionali e mutati in luoghi di permanenza collettiva al chiuso, nei centri commerciali, direzionali, nei club privati, spazi ritagliati in corrispondenza di punti nodali e di scambio dei flussi di traffico, nelle stazioni e negli aeroporti, spazi che oggettivamente offrono scarse opportunità di ricucitura sia per quanto attiene alle relazioni sociali che al tessuto urbano delle città consolidate.

Da un altro punto di vista nelle strade delle città contemporanee il luogo più intimo dove ci si sente più liberi con se stessi o con il proprio gruppo è l'abitacolo della propria autovettura ed è per questo che, anche in quelle città dotate di efficienti trasporti pubblici le automobili restano il mezzo preferito di mobilità e ciò malgrado le difficoltà di circolazione e di stazionamento all'interno delle aree urbane. Nel contempo le automobili nella loro storia ormai più che centenaria sono rimaste uguali a se stesse, a meno di piccole variazioni di dettaglio e, in particolare, malgrado l'uso massiccio ed invasivo, sono rimaste dei corpi estranei che le città non hanno assimilato e che anzi rifiutano. In altri termini sono state disattese le aspettative moderniste delle città come organismo tecnologico in grado di garantire massima libertà di movimento e salubrità degli spazi aperti. Viceversa, salvo rare eccezioni, gli strumenti oggi attivati dalle municipalità per la regolazione del traffico veicolare sono tutti rivolti a vietarne l'accesso alle zone cittadine interne e a ridurne gli effetti dell'inquinamento.

Il seminario si è articolato su brevi relazioni programmate, a carattere interdisciplinare, alternate a tavole rotonde e a laboratori in cui i partecipanti hanno presentato le proprie ricerche, progetti, realizzazioni per confrontarsi su diversi aspetti dell'argomento riguardanti le infrastrutture e i sistemi integrati di mobilità, gli spazi di relazione, i nuovi scenari urbani, le tecnologie innovative e il disegno industriale. Si è allestita una mostra degli elaborati presentati dai partecipanti, il cui catalogo è disponibile presso il Centro Studi di Architettura e Cultura Urbana. Una monografia del seminario sarà pubblicata sulla rivista Architettura Città.

Giovanni Marucci