ROMA

Archeoclub di Roma ha compiuto trenta anni. Un lungo cammino di ricerca

La sede locale fu costituita nel novembre del 1971, nove mesi dopo la nascita di Archeoclub d’Italia

Nell’ormai lontano 1971 fu fondato a Roma l’Archeoclub d’Italia. Nove mesi dopo la nascita dell’Archeoclub d’Italia, come si conviene a una gestazione regolare, il 20 novembre 1971 nacque quella che allora si chiamò la Sezione di Roma della quale quest’anno festeggiamo dunque il trentennale. Sotto la guida del suo Presidente, il prof. Romolo Augusto Staccioli, che fu uno dei fondatori dell’associazione nazionale, la Sede di Roma ricorda il lungo iter percorso di iniziative e realizzazioni che hanno occupato fattivamente i trascorsi trenta anni. Per trenta anni e con un impegno medio di quasi un appuntamento ogni tre giorni, sono stati condotti corsi di livello universitario, conferenze, visite guidate, escursioni, viaggi che hanno tenuto viva la fiamma del culto e del ricordo dell’antico, spesso anche con coinvolgimento dell’interesse più vasto dell’opinione pubblica e delle autorità preposte alla conservazione dei beni culturali. In particolare, di questo coinvolgimento ci sentiamo meritevoli perché attraverso la sorveglianza, il controllo, spesso la critica colta e consapevole di quanto veniva fatto a livello pubblico sulle testimonianze del passato nella nostra città (che di testimonianza del passato è forse la più ricca al mondo) abbiamo dimostrato il nostro amore, la nostra commossa partecipazione ai ricordi dei millenni che ci hanno preceduto e la speranza di consegnare questa fiaccola alle generazioni che verranno. La celebrazione del trentennale ha visto nell’ambi to delle precedenti numerose pubblicazioni che hanno valso all’Archeoclub di Roma, nel 1999, il premio Archeolibro, la riedizione del volume "Vivere a Roma 2000 anni fa" del prof. Staccioli, che è stato raddoppiato nel testo rispetto all’edizione pubblicata nel 1991 per il ventennale. Il nostro giornale Archeoroma che si pubblica da 20 anni è uscito in una veste più raffinata ed elegante con un riepilogo dei trenta anni di vita della sede romana, i nomi di tutti quelli che l’hanno arricchita di contributi culturali e con articoli che ne rievocano le iniziative più importanti e significative. Il 25 novembre i soci si sono riuniti presso un ristorante romano, che con nostro grande godimento si affaccia su una delle zone più archeologiche della città, per un pranzo commemorativo e augurale (pranzo e non "colazione", come una volta disse il compianto prof. Zeri: "chiamerò pranzo la cena quando il Cenacolo di Leonardo si chiamerà «Ultimo pranzo»"). Durante l’incontro conviviale - al quale erano presenti tutti e tre i fondatori dell’Archeoclub d’Italia, Berni, Conticello e Staccioli - il Presidente ha rievocato i trenta anni trascorsi, ha ringraziato tutti i soci che hanno attivamente collaborato per la realizzazione delle iniziative, ha letto una gradevole poesia in romanesco della socia di antica data Clelia Gelmetti e ha poi introdotto una brillante conferenza del prof. Fabrizio Felici Ridolfi, egittologo, dal titolo "Celeste Aida: l’Egitto tra archeologia e musica". Il relatore, che è anche musicologo, ha presentato, nell’ambito delle celebrazioni dell’anno verdiano, la storia dell’Aida, i suoi rapporti con un Egitto non solo di maniera, ci ha fatto vedere diapositive delle scene e dei costumi dell’opera nella sua prima rappresentazione e ci ha fatto sentire la registrazione di brani divenuti famosi in edizioni di orchestre e di cantanti celebri. Non possiamo non essere felici di appartenere ad una associazione che ha molti meriti e il 25 novembre ci siamo fatti di cuore gli auguri per continuare sullo stesso cammino.

Giovanna De Paola