In caserma per farsi una cultura

MOTTA SAN GIOVANNI (RC)

Il 30 Luglio 2001 sono cominciati i lavori del "Secondo Campo Scuola di archeologia" nella fortezza di San Niceto in agro di Motta san Giovanni, piccolo centro arroccato sulle pendici preaspromontane che lentamente digradano verso la marina di Leucopetra (odierna Lazzaro, ad appena 20 km da Reggio Calabria). La ricerca è stata organizzata e condotta, in accordo con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con la Soprintendenza Archeologica della Calabria, e con il patrocinio del Comune di Motta San Giovanni, dagli archeologi medievalisti Adele   Coscarella, docente presso l’Università degli studi della Calabria, e Giuseppe Alessandro Bruno, coordinatore regionale per la Calabria di Archeoclub d’Italia. Questo è il secondo anno che l’Università della Calabria e Archeoclub sede di Reggio Calabria conducono, con il sostegno del Comune di Motta San Giovanni, indagi ni conoscitive nel castro di san Niceto, una delle quattro motte che in età medievale proteggevano il territorio reggino, l’unica ad essere sopravvissuta. L’intervento è stato preceduto da un lavoro di pulizia e diserbo di ampi settori interni alla cinta muraria, finalizzata ad una migliore lettura e comprensione generale delle strutture emergenti, di cui si è avviato il rilevamento sistematico. L’indagine archeologica, invece, è stata indirizzata essenzialmente a completare lo scavo della chiesa del castello e a mettere in luce alcune strutture adiacenti. Il "Secondo Campo Scuola di Archeologia" a San Niceto si è concluso il 23 Agosto presso l’Aula Consiliare del Comune di Motta San Giovanni con la conferenza stampa. Bruno e Coscarella, con l’ausilio di splendide diapositive, hanno illustrato al numeroso pubblico i sorprendenti risultati raggiunti e i mirabili reperti ricostruibili.  

Elisabetta Pezzola