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Chiese Aperte | Isola del Lazzaretto Nuovo
CHIESE APERTE – Campagna nazionale

Elenco proposte

Sede locale di VENTIMIGLIA DI SICILIA "Calamigna"
• Chiesa Madre di Santa Maria la Concezione
Nell’anno 1628 Donna Beatrice del Carretto e Ventimiglia, principessa di Ventimiglia e contessa di Recalmuto, presentò all’Arcivescovo, Cardinale Giannettino Doria, la supplica per la fondazione della Chiesa Madre.
L’atto di fondazione risale, infatti, al 16 settembre 1628 e attesta l’autorizzazione dell’Arcivescovo a iniziare i lavori per la costruzione della nuova chiesa, che fu ultimata a dodici mesi esatti.
Le indagini, non hanno finora permesso di rintracciare documentazione sulla costruzione della Matrice, si possiede appena uno schizzo relativo alla sistemazione urbanistica. Da quanto è possibile dedurre dallo schizzo, si trattava di un'unica navata con sviluppo longitudinale terminante in un unico vano absidale, con uno stile architettonico di ispirazione classica.
La Matrice fu oggetto di radicali interventi sotto la signoria di Girolamo III Del Carretto, nipote della principessa Beatrice.
Conservato l’abside maggiore, dov’era la sepoltura di Beatrice (così come si rileva dal registro parrocchiale del 1656), fu redatto un contratto per l’allargamento della Chiesa su progetto dell’architetto Paolo Amato, famoso architetto del Senato palermitano, uno dei più noti protagonisti dell’architettura barocca palermitana.
Con atto del 09 ottobre 1684 si affida l’esecuzione dei lavori, al principe Girolamo spettò l’onere delle strutture della navata centrale, mentre ai concessionari delle cappelle quello della realizzazione delle navatelle e delle fiancate.
Nel 1696 vennero probabilmente aggiunte le absidi minori che accoglieranno le cappelle del SS. Sacramento e della Madonna del Rosario, anno della proclamazione della Beata Vergine del Rosario a Patrona di Ventimiglia.
Negli anni successivi al 1696 la chiesa non subì particolari rimaneggiamenti, ma soltanto dei semplici lavori di ristrutturazione.
La Chiesa custodisce diverse opere d’arte già elencate e classificate con i numeri dall’ 1 al 12 nella precedente nostra nota.

• Chiesa di San Vito Martire
Originariamente cappella privata del palazzo Ventimiglia, l’edificio sacro, dopo la morte della principessa Beatrice Del Carretto e Ventimiglia (1656), subì l’incuria e l’abbandono che ne causarono la completa rovina.
Solamente nell’ultimo decennio del 1600, il Rev.do Sac. Don Vito Manzella né curò la ricostruzione intitolando la nuova Chiesa a San Vito Martire.
A seguito di un lungo periodo di trascuratezza, nel quinquennio 1990/95, la Chiesa rimaneva mutilata della volta crollata a causa delle continue infiltrazioni d’acqua, e così pure dei pochi stucchi che adornavano le cappelle.
Nel 1996, con un intervento di restauro si è consolidata la struttura salvando l’antico abside rimasto fortunatamente illeso.
All’interno si conservano opere d’arte di pregevole fattura, ma tutte versanti in uno stato di degrado preoccupante.
Quelle di maggiore rilievo sono già state elencate e classificate con i numeri 13 – 14 – 15 e 16 nella precedente nostra nota.

Per informazioni
Giuseppe Lombardo
Via Alcide De Gasperi, 49 - 90020 - Ventimiglia di Sicilia (PA)
Tel. 091/8209672