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LE GRANDI INIZIATIVE di Archeoclub d'Italia

Campagna nazionale

CHIESE APERTE

Sede locale di ANCONA

In occasione della VII Giornata delle Chiese Aperte, manifestazione nazionale dedicata alla riscoperta e conoscenza del grande patrimonio degli edifici sacri italiani, la sede di Ancona dell'Archeoclub d'Italia garantirà l'apertura della chiesa romanica di Santa Maria di Portonovo,  domenica 12 maggio, con orario 10.00 - 12.30 e 16.00 - 19.00

Per domenica 19 maggio è invece prevista una visita guidata alle più importanti chiese di Ancona e al Museo Diocesano. Il programma prevede:

ritrovo: Piazza Santa Maria della Piazza
10.30 Visita alla chiesa romanica di Santa Maria della Piazza ed agli scavi archeologici
13.00 Pranzo presso il Ristorante Il Lazzaretto (su prenotazione allo 071.55368)
15.30 Visita guidata alla cattedrale di San Ciriaco
15.30 Visita guidata al Museo diocesano

Le visite ai monumenti ecclesiastici saranno effettuate per la gentile concessione di Monsignor Cesare Recanatini, direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Curia e di Don Elio Lucchetti, che si ringraziano per la disponibilità dimostrata.

Prenotazioni e informazioni: Stefania Sebastiani, tel. 071/34459
Si prega di comunicare telefonicamente la propria partecipazione.


SANTA MARIA DI PORTONOVO

La chiesa abbaziale, costruita in blocchi di pietra calcarea del Conero, è considerata una dei migliori esempi dell'arte romanica marchigiana ; presumibilmente eretta tra la seconda metà del XI secolo e l'inizio del secolo successivo, acquisì importanti privilegi papali ed imperiali fin dal XII secolo.
Il complesso benedettino fu interessato da movimenti franosi che causarono un primo abbandono del sito nel 1320 nel 1538 vi verificarono incursioni di pirati e scorrerie dei Turchi che contribuirono alla rovina dell'edificio, utilizzato agli inizi del XIX dalle truppe napoleoniche come ricovero e come cava di materiali da costruzione secolo, dopo il 1860 dai pastori come ricovero per le greggi.
Nel 1894 subì un primo intervento di consolidamento strutturale da parte del Sacconi; recentemente, tra il 1988 ed il 1995 sono stati attuati ulteriori interventi di restauro dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali per le Marche al fine di restituire il monumento alla sua originaria semplicità.
Santa Maria di Portonovo è una chiesa basilicale a tre navate che, per la presenza di due cappelle, laterali, assume la forma a croce greca, pur mantenendo l'originaria assialità.
La pianta a croce greca e la presenza della cupola con pennacchi denunciano la derivazione bizantina del monumento, anche se risultano presenti influssi lombardi, tra cui ricordiamo gli archetti pensili, la loggetta cieca nell'abside e la soluzione del tiburio.
Degno di nota, infine è il pavimento, costituito da elementi in mattoni ed in pietra posizionati armonicamente.

SANTA MARIA DELLA PIAZZA

Nelle sue fondazioni nasconde attestazioni dello sviluppo commerciale nell’età traianea, riferibili all’impianto portuale. Con la diffusione del Cristianesimo venne eretta una chiesa paleocristiana: probabilmente si trattò della più antica cattedrale anconitana, dedicata a Santo Stefano, che subì un rinnovamento nel VI secolo, in conseguenza della guerra tra Goti e Bizantini. Tale edificio, modificato ed affrescato in più riprese, tra il VI ed il IX secolo, in seguito fu abbandonato, tanto che il succesivo impianto basilicale fu edificato in posizione più arretrata e più elevata, senza riutilizzare le strutture murarie pertinenti all’edificio paleocristiano. La chiesa romanica, eretta tra l’XI ed il XII secolo, divenne un simbolo della raggiunta prosperità economica ed assunse una posizione rappresentativa del potere civile: nella piazza antistante si svolgevano la cerimonia del giuramento del Podestà ed il mercato settimanale.

CATTEDRALE DI SAN CIRIACO

Giungendo dal mare il primo monumento che si scorge è la cattedrale di San Ciriaco, situata sull’estremità del colle Guasco. Si può giustamente ritenere che mille anni di storia anconitana siano racchiusi tra le mura della cattedrale, ma forse è ancor più corretto affermare che nel monumento si testimonia la storia civile e religiosa di Ancona dal IV secolo a.C. ai giorni nostri. Sul promontorio era dislocata l’acropoli, l’area sacra della colonia greca siracusana. I Romani mantennero la destinazione dell’area, attuando un rinnovamento dell’edificio templare costituito da una cella, preceduta da pronao, e delimitato da un colonnato che correva intorno al nucleo centrale. Ai giorni nostri è possibile individuare le tracce dell’antico tempio pagano dedicato a Venere. Dopo il Mille, la cattedrale anconitana assunse un posto privilegiato tra gli edifici sacri eretti nella stessa epoca. Nella cripta, originaria dell’XI secolo, rimaneggiata nel XVII secolo, sono ancora conservati i corpi e le reliquie dei Santi protettori: San Liberio, San Marcellino, San Primiano, mentre al centro, in una grande urna in marmo, è racchiuso il corpo intatto di San Ciriaco, protettore della città.

MUSEO DIOCESANO

Istituito nel 1834 per volontà del vescovo Cardinal Cesare Nembrini Gonzaga al fine di conservare il materiale recuperato da chiese anconitane andate distrutte e collocato nella Cripta delle Lacrime, nel braccio destro della Cattedrale; trasferito nel 1952 nei locali dell’antico episcopio situato presso San Ciriaco e chiuso dopo il terremoto del 1972, è stato riaperto al pubblico nel 1993 con un nuovo allestimento, organizzato su due piani e suddiviso in nove nuclei tematici che permettono di ripercorrere la storia della Diocesi anconitana.