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L'idea del
recupero e del conseguente restauro del trono o così detta sedia presbiterale con annessi
sgabelli laterali facenti parte dell'arredo della Chiesa Madre, è venuta circa quattro
anni orsono all'orchè furono individuati, in stato di abbandono, rotti e fatiscenti nel
locale adiacente all'attuale Oratorio Parrocchiale. |
L'averlo recuperato e salvato dall’oblio è stato merito di alcuni soci
dell'Archeoclub di Baselice, che sensibili alla testimonianza storica, nonché
all'interesse artistico che gli oggetti suscitavano provvidero a trasportarli in locali
più idonei alla conservazione, aspettando poi il momento opportuno per ricollocarli nel
presbiterio della Chiesa Madre dove erano stati posti originariamente.
Ad un attento esame, dalla conformazione artistica e dallo stile barocco dell'opera si
può ipotizzare che essa possa essere stata collocata nella Chiesa Madre S. Leonardo Abate
nella prima metà del 1700, realizzata probabilmente da maestranze napoletane.
Nel settembre scorso, alcuni parrocchiani, sensibili ai nostri suggerimenti ed informati
della possibilità del restauro, si attivarono in tal senso per una raccolta di fondi.
Successivamente fu contattato il maestro di bottega Mario Iarossi, esperto in restauro di
legni di S. Bartolomeo in Galdo, che in accordo con i soci dell'Archeoclub di Baselice,
temporanei custodi e promotori dell'iniziativa, valutarono la possibilità e la
fattibilità dei recupero.
Il Parroco Don Michele Benizio informato sin dall'inizio del recupero, entusiasta
dell'iniziativa si fa carico anch'egli di provvedere ad un'eventuale integrazione mediante
una raccolta di fondi, affinché si potesse raggiungere la cifra richiesta.
La somma pattuita per l'intero restauro del legno con esclusione della tappezzeria,
ammonta a Lire 2.700.000.
Il lavoro di tappezzeria viene ed eseguito dal Sig. Leonardo Dei Vecchio, che esercita in
Roma l'attività di tappezziere, quale esperto nel settore, egli coadiuvato dal Sig.
Romano Di Bartolomeo, ha offerto sia il materiale che la mano d'opera.
Riguardo ai fondi raccolti è opportuno precisare e ringraziare le persone che più si
sono prodigate. Lire 1.600.000 è stato frutto della paziente raccolta della Sig.ra De
Luca Maria Grazia, che da fondi rimasti in esubero in occasione della preparazione degli
addobbi della festa della Madonna delle Grazie e S. Lucia, dietro nostra proposta, insieme
ad altri collaboratori ha deciso di destinarli per il restauro dei suddetti oggetti.
La restante cifra invece è stata frutto di una libera e volontaria raccolta effettuata e
offerta da parte dei fedeli.
1 lavori di restauro sono stati documentati nelle varie fasi di lavorazione con opportune
riprese fotografiche.
Si coglie l'occasione per ricordare che l'Archeoclub già in passato è stato promotore
del recupero e restauro di altri beni storico-artistico, come ad esempio la statua di S.
Lucia di Castelmagno in S. Bartolomeo in Galdo, delle statuine del presepe parrocchiale,
recuperate e fatte restaurare da Zio Domenico D'Arcangelo nonché alla collaborazione
della conservazione, ospitando nella propria sede in attesa di restauro da parte della
Soprintendenza di Caserta, alcune tele della Chiesa Madre; ha ospitato inoltre l'archivio
parrocchiale durante tutto il periodo dei lavori di riparazione della Chiesa curandone e
sistemando i volumi in ordine cronologico.
Queste iniziative si spera siano di auspicio affinché anche in futuro si possa continuare
il restauro delle varie opre artistiche esistenti a Baselice, come ad esempio i
confessionali, l'organo a canne e l'organo ad mantice, i cori delle due chiese ecc.
nonché alcune altre opere recuperate e custodite nella sede dell'Archeoclub di Baselice.
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NOTIZIE STORICO-TECNICHE E DI RESTAURO
L'Archeoclub
d'Italia sede di Baselice, tempo addietro ha provveduto a recuperare in locali poco idonei
alla conservazione, un trono abbandonato da tempo e databile alla prima metà del 700, con
una coppia di sgabelli di eguale stile.
E trono o sedia presbiterale risulta essere di legno di quercia finemente lavorato in
stile barocco, con molta probabilità realizzato da ebanisti intagliatori dell'antica
Napoli borbonica.
La sedia presbiterale, chiamata così perché collocata nell'area del presbiterio
lateralmente all'altare maggiore, serviva come arredo della Chiesa Madre, dove il
celebrante o presbitero, in occasione delle messe solenni e cantate, sedeva durante le
Letture.
L'assenza di insegna araldica alla sommità della spalliera, rende improbabile l'ipotesi
di una specifica committenza da parte di qualche famiglia notabile dell'epoca, ma
piuttosto fa pensare che essa sia stata realizzata per volere dei fedeli di Baselice.
L'Archeoclub, Ente preposto alla tutela di tutte le cose che concorrono a formare la
storia del nostro passato, in collaborazione coi Parroco Don Michele Benizio, ha ritenuto
opportuno, avvalendosi della partecipazione dei popolo di Baselice, di affidare ad un
tecnico-restauratore di S. Bartolomeo in Galdo il recupero di questa testimonianza.
suggerendo che l'oggetto fosse riportato allo stato in cui si presume fosse in origine.
Dopo un'attenta operazione di pulitura la superficie intagliata risultava ricoperta da una
sottile lamina di argento e oro, frutto probabilmente di precedenti interventi.
L'operazione di restauro è stata necessariamente divisa in più fasi, nella prima fase si
è provveduto a pulire le superfici intagliate e ad eseguire la disinfestazione antitarlo
sia superficialmente che in profondità.
Successivamente sono state eseguite le integrazioni delle parti mancanti come ad esempio i
piedi delle sedie, nonché le stuccature nelle zone non uniformi con gesso di Bologna e
colla di coniglio.
Quale ultima preparazione viene applicato il bolo o terra rossa, emulsione per coprire la
stuccatura e prepararlo alla doratura.
Dopo di che l'operatore ha provveduto a ricoprire tutte le superfici a vista con cera
dorata formata da una miscela di polvere di bronzo e ottone, eseguendone poi la relativa
lucidatura con pietra d'agata.
Infine, con l'esperienza dei Sig. Leonardo Del Vecchio (figlio di zio Alberino), che
esercita in Roma l'attività di tappezziere, e con la collaborazione del Sig. Romano Di
Bartolomeo si è provveduto a far rivestire, di fine tessuto broccato di colore rosso, il
trono e gli sgabelli riportandoli alla loro originaria bellezza.
Per una maggiore chiarezza degli interventi, si rimanda il visitatore alla presente
sequenza fotografica, dove a mezzo di didascalie sono puntualizzate le vane fasi di
lavorazione di maggiore rilievo.
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