I MUSEI

Castel di Sangro

Museo Civico Aufidante

L'Archeoclub d'Italia sede di Castel di Sangro ha stipulato recentemente una convenzione con il Comune per la gestione del Museo Civico Aufidenate.

Il Museo è ubicato nel Convento della Maddalena che fu eretto insieme alla Chiesa nel 1487. La struttura posta su due livelli si sviluppa intorno al chiostro, sul quale si apre un portico caratterizzato al piano terra da archi a tutto sesto, da colonne e da affreschi, riproducenti la vita dei frati francescani, che abitavano nel Convento.

Nel corso della storia il Convento ha adattato la sua struttura a varie funzioni: vi ha operato la Comunità dei Minori Osservanti di S. Francesco (dal 1510 al 1860), a seguito di esproprio nel 1878 è stato adattato a Scuola Elementare; dal 1901 a Carcere Mandamentale; nel dopoguerra è stato utilizzato come ricovero degli sfollati e i senza tetto; deposito e stalla fino al momento del restauro.

Dopo varie vicissitudini il complesso conventuale è stato restaurato principalmente dal punto di vista architettonico e strutturale, riportandolo alle sue linee originarie per ospitare il Museo Civico Aufidenate.

Il Museo fu istituito nel 1898 ad iniziativa del Sindaco dell'epoca, Clemente Marchionna, secondo le testimonianze di studiosi come Vincenzo Balzano; conteneva materiale archeologico rinvenuto nel territorio comunale e nei dintorni, in occasione di scavi eseguiti in lavori pubblici e privati, nella prima metà del '900 è stato alta testimonianza delle civiltà sannita e romana succedutesi nell'Alto Sangro.

Il materiale in esso contenuto era stato catalogato dallo storico di Castel di Sangro Vincenzo Balzano, per cui è stata possibile una sua ricostruzione, anche se parziale perché la maggior parte dei reperti sono andati dispersi a causa degli eventi bellici della seconda guerra mondiale.

I reperti, parzialmente recuperati, nel 1995 sono stati raccolti in Antiquarium e dopo trasferiti nel ripristinato Museo, il quale è stato riconosciuto dalla Regione Abruzzo, Museo di 3^ categoria per la sua importante valenza archeologico e si avvia a far parte dei sistema museale regionale.

In questa nuova sede è stato esposto tutto il materiale lapideo rinvenuto dopo la dispersione, fra cui destano notevole interesse una lastra in pietra con incisa un'iscrizione in lingua OSCA, un toro bronzeo dorato probabilmente sannita, una statua consolare romana, un'anfora plumbea, lapidi con dediche ed altro materiale archeologico di origine locale.

Comune, Soprintendenze ed Archeoclub stanno collaborando per il completamente del Museo, perché tomi riferimento storico-culturale e mezzo di conoscenza delle identità delle nostre popolazioni.