San Vito Chietino Villa Romana di San Vito Marina,Murata Bassa |
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| Scavi archeologici, condotti fra il 1991 e il 1994, hanno messo in luce
proprio sul mare, in località Murata Bassa della frazione San Vito Marina dei Comune di
San Vito Chietino, i resti di una vasta villa costiera, occupata dal I° secolo a.C. sino
agli inizi del VII secolo d.C.
L'impianto, nato con funzione residenziale, viene trasformato nel II secolo in fabbrica di ceramiche, in cui veniva prodotta una qualità di lucerne all'epoca diffusa in tutto l'Abruzzo. Dopo una fase di abbandono il complesso viene rioccupato e trasformato con la realizzazione di un imponente muro di costruzione verso il mare e l'aggiunta di vasche per la piscicoltura, restando abitato sino agli inizi dell'alto medioevo. All'interno di una delle vasche sono stati inoltre rinvenuti alcuni livelli archeologici che sembrano confermare una frequentazione del sito sino al IX-X secolo. Sono visibili sul posto vari resti di strutture della più antica villa, la fornace del II secolo d.C. e l'imponente struttura di difesa sul lato mare.
Notizie utili Periodo consigliato: tutto l'anno Tempo di visita: circa 30 minuti Condizioni climatiche: costiera Come arrivare: Autostrada A14, uscita Lanciano, seguire indicazioni per San Vito Chietino e poi per San Vito marina. Per prenotazioni visite ed informazioni: Sede locale di San Vito Chietino tel. e fax 0872/61723 CORLEONE (può essere ripreso dal sito www.corleone.it entrando in archeologia. Soprattutto per le foto) MUSEO CIVICO COMPRENSORIALE "PIPPO RIZZO" Il Museo Civico di Corleone è di recentissima costituzione. Nel 1991 il Comune di Corleone acquistava dalla famiglia Provenzano, l'omonimo immobile sito in via Orfanotrofio, nel centro storico cittadino. L'edificio risale alla metà del XIX secolo e presenta i caratteri architettonici di un'edilizia alto-borghese sette-ottocentesca tipica dell'epoca. Gli ambienti interni sono tutti con volta a cuscino decorati con stucchi e dipinti e pavimenti in maiolica. PIETRA MILIARE Il pezzo più'pregiato, e storicamente unico in Sicilia è sicuramente il "Miliarium", riportante l'epigrafe di Aurelio Cotta Console ed il LVII distanza In miglia da Agrigento, in quanto era posto lungo la strada consolare romana Palermo- Agrigento. Tale reperto è stato recuperato nel 1954 da Giovanni Valenti e nel 1991, dietro interessamento della Sede locale di Corleone di Archeoclub d'Italia è stato annesso alla collezione civica, costituendo il primo reperto della stessa.
REPERTI GEOLOGICI E PALEONTOLOGICI I reperti fossili (alcuni unici al mondo) provengono da Pizzo Nicolosi, Madonna del Malpasso e Giammaria. Sono costituiti da denti, vertebre e placche di squalo (Madonna del Malpasso), ammoniti (Pizzo Nicolosi) e fossili di vario tipo di acqua dolce. Molto importanti i reperti paleontologici costituiti da denti di iena e ossa di cervo da grotta Favarotte in territorio di Giuliana, denti di bue (contrada Castro) e corna di cervo (Spolentino).
REPERTI DEL PALEOLITICO SUPERIORE E MESOLITICO Molti strumenti si identificano nella tipologia Epigravettiana ritrovati lungo le sponde del Belice Sinistro, in contrada Muranna. Cospicua la manifattura di microliti tra cui spicca il trapezio o armatura a tranchant trasversale ottenuta con la tecnica del microbulino.
REPERTI DEL NEOLITICO I pezzi più importanti sono quelli provenienti dalla Grotta Cutrupia presso Pizzo Nicolosi, costituiti da frammenti di ceramica stentinelliana e da un punteruolo in osso di ovino. Nonché da Grotta Favarotte, dove è stata ritrovata la ceramica di colore rosso lucido con ansa a rocchetto attribuibile alla cultura di Diana (Neolitico superiore 3500-2500 a. C.) e frammenti vari pertinenti alle culture della stessa epoca, nonché interessanti frammenti ceramici provenienti dal villaggio preistorico di Contrada Giacomobello alle pendici di Montagna Vecchia.
REPERTI DELL'ENEOLITICO E' presente nei siti di Pizzo Pietralunga, Giacomobello, Parodi, Grotta Favarotte, Cozzo Pernice e Spina, con vari frammenti ceramici in prevalenza della Cultura di Serraferlicchlo, (2300-2150 a. C.), con il pendente litico proveniente da contrada Spina e le varie lame e punte in selce e ossidiana. Ceramica dell'eneolitico finale attribuibili alla cultura del Malpasso, proviene da Fiume Pietralunga, Pizzo Pietralunga, Grotta Cutrupia, Grotta Salerno, e Montagna Vecchia. Discorso a parte merita la cultura del Campaniforme, fortemente presente nel Corleonese e nello Jato, con la tipica decorazione a bande orizzontali con la tecnica del pointillè. Di rilievo un peso premonetale in bronzo proveniente da Grotta Favarotte.
REPERTI DELL'ETA' DEL BRONZO Il reperto più Importante è sicuramente la ciotola carenata attribuibile alla cultura di Rodì - Tindari - Vallelunga (1900- 1400 a. C.) proveniente dal sito di Montagna Vecchia, mentre sono molto importanti I frammenti ceramici provenienti da vari siti "orbitanti" attorno agli insediamenti egemoni di Montagna Vecchia, Monte Arcivocalotto e Contrada Muranna, tra cui spicca l'insediamento Castellucciano di Contrada Caputo, poco distante dall'abitato corleonese.
REPERTI DELL'ETA' DEL FERRO Di rilievo la ceramica "Elima", a cerchi concentrici tremolanti provenienti da Montagna Vecchia, nonché la ceramica protostorica di contrada Poira, Pizzo Spolentino e Pizzo Nicolosi risalenti al X-VIII secolo a. C. Bellissimo Il flauto in osso inciso proveniente dalla zona dello Jato.
REPERTI DI PERIODO GRECO CLASSICO Di rilievo la Kylix ed il Lekhythos, a figure rosse, provenienti dalla necropoli di Montagna Vecchia risalenti al V-IV secolo a. C. Molto importanti i vaghi in ambra e pasta vitrea, il guttus ed alcuni piattini a vernice nera, oltre ad una serie monetale bronzea, di Agrigento, Entella e Gela, provenienti da Montagna Vecchia.
REPERTI DI PERIODO ELLENISTICO-ROMANO Importantissime le statuette fittili (III-I secolo a. C.) tra cui spiccano il dio Bes ed una Venere al bagno nonché le tracce di policromia presenti ancora in un paio di esse. Unico nel suo genere il manufatto in osso raffigurante, probabilmente, una barchetta, proveniente da Pizzo Nicolosi. Molto rilevante la ceramica di tipo sigillata Italica ed Africana. tra cui spicca quella proveniente da Contrada Strasatto; il piatto a vernice nera con occhione centrale e palmette impresse, proveniente da Pizzo Nicolosi; le bottiglie in vetro provenienti, probabilmente, da Contrada Carrubba; le lucerne di Contrada Bisagna; il Grande Mosaico di Contrada Muranna; le Monete puniche bronzee provenienti da Pizzo Nicolosi, S. Elena, Ciccotta, Strasatto e Muranna.
REPERTI DI PERIODO MEDIEVALE Di primaria importanza il gettone in pasta vitrea, i frammenti ceramici invetriati di colore verde, con solcature incise e raffigurazioni zoomorfe stilizzate, le monete del periodo di Guglielmo II, Enrico VI e Costanza nonché di Federico 11, ed alcuni denari Aragonesi (X1-XV secolo d. C.).
REPERTI DI EPOCA STORICA Di questo periodo esiste una sciabola, dell'esercito piemontese del 1848, dall'esercito garibaldino per la famosa spedizione dei Mille del 1860. Bellissima l'uniforme garibaldina, con relative armi, del Soldato Cetrano.
SEZIONE ETNO-ANTROPOLOGICA La civiltà contadina occupa un posto di rilievo all'interno del Museo Civico. E' costituita dal ciclo del grano, della pastorizia e della tessitura, nonché da molto materiale di uso domestico. Gli aratri, le selle e i tridenti, oltre alla "Ruota" dell'ex Orfanotrofio ed ai vecchi estintori a polvere ed ai "Criva" con corde In budello, rappresentano i pezzi più pregiati di un'epoca ormai scomparsa, ma sempre nei nostri ricordi più belli e commoventi.
CAMPI DI RICERCA 1992-94 SUL SITO DI MONTAGNA VECCHIA Sul sito di Montagna Vecchia sono stati effettuati due "Campi di Ricerca Archeologica" nel 1992 e nel 1994, guidati dall'Archeoclub in collaborazione con il Comune di Corleone, e sotto la vigilanza della sezione archeologica della Soprintendenza di Palermo. I risultati sono stati eccezionali. Evidenziate le cinte murarie interne ed esterne dell'insediamento; perimetrato l'enorme Castello Medievale; individuati e ripuliti alcuni edifici pubblici e privati, nonché sono stati rimossi i detriti di una tomba del periodo Greco, all'interno della necropoli. |
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