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04/10/2006
NUOVA PROPOSTA DI LEGGE PER L'ARCHEOLOGIA SUBACQUEA

E’ stata presentata il 28 aprile 2006 (Ass. 30/07/2006), per iniziativa del deputato Andrea Colasio (Margherita), la proposta di legge per l’istituzione presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Mi.B.A.C.) del comparto “Archeologia Subacquea”. Il deputato evidenzia nella sua relazione preliminare alla proposta di legge, la mancata leadership dell’Italia nel settore dell’archeologia subacquea che i primi anni del ‘900, con la scoperta delle Navi di Nemi, lasciavano invece presupporre. Giuste osservazioni vengono poste al D.Lgs. 490/1999 (T.U. dei Beni Culturali) ed al successivo D.Lgs. 42/04 (Codice dei Beni Culturali e del paesaggio) che non hanno colmato la lacuna legislativa in materia di archeologia subacquea. La nascita di un istituto Centrale per l’Archeologia Subacquea (ICAS), alla stregua di altri istituti Centrali afferenti al Mi.B.A.C., risolverebbe diverse problematiche relative alla tutela e alla valorizzazione riassumibili in cinque punti principali:
· La tutela, la salvaguardia e la valorizzazione dei beni paleontologici, archeologici e storici che si sono conservati sotto acqua
· La tutela, la salvaguardia e la valorizzazione dei beni culturali anche di epoca post-classica, fino all’attualità, purché sia loro riconosciuto l’interesse culturale nazionale
· La tutela, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale galleggiante in quanto direttamente connesso per continuità di studi (tecnologie) e di conservazione (restauro) con quello non più funzionante
· La tutela, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio storico-archeologico rinvenuto in scavi a terra anche in aree non sommerse o di scarsa umidità
· La conservazione del patrimonio da restaurare o già restaurato attraverso la gestione di una rete programmata di laboratori di restauro, dislocati sull’intero territorio nazionale, in parte già in via di realizzazione.
L’organizzazione del comparto “archeologia subacquea” esclusa l’ipotesi di un nucleo per ogni soprintendenza per i beni archeologici soprattutto per motivi economici, prevede l’istituzione di una sede centrale dipendente dal Dipartimento per la ricerca e l’innovazione presso il Mi.B.A..C., tre sedi sovraregionali dipendenti dall’ICAS e denominate Soprintendenze per l’Archeologia Subacquea. Tali soprintendenze avranno autonomia di gestione, finanziamenti propri, l’assunzione di personale tecnico-scientifico e la delimitazione del proprio territorio di competenza. L’Istituzione di tale comparto è essenziale per la tutela e la valorizzazione dei siti sommersi a cui le normali soprintendenze non possono dare adeguata attenzione in quanto, il più delle volte, vengono utilizzate professionalità non specializzate per la difficoltà di reperirle in loco. Ricadute positive, infine, potranno essere riscontrate sul piano occupazione in quanto tale soprintendenze apriranno concorsi e collaborazioni con gli archeologi subacquei professionali tenuti fino ad ora ai margini del mondo dell’archeologia.

Mario Serra