30/10/2004 A Triggiano un antico organo attende il restauro.
Sottrarre un bene all'abbandono, riportarlo alla fruizione di tutti e soprattutto, conservare per le giovani generazioni quanto serve a non perdere il senso delle cose vere è ciò che caratterizza l'Archeoclub d'Italia. La sede di Triggiano cerca di monitorare le emergenze relative al proprio territorio e di avviare iniziative, una delle quali riguarda il restauro dell'organo a canne, presumibilmente seicentesco presente nell'antica chiesa della Madonna della Croce.
E' qui che di recente si è tenuta la conferenza per la presentazione della suddetta iniziativa, relatore il maestro Ugo Sforza, organista e compositore. Ciò che è stato messo in luce dal maestro Sforza è il valore degli organi a canne nelle chiese, attraverso un'ampia panoramica storica dell'arte organica in Italia. La poderosa produzione nei secoli di musica per organo, testimonia l'incidenza di questo strumento musicale, così complesso e ormai raro, nella spiritualità di credenti, con la sua forza emozionale nei momenti di preghiera, con le sue note avvolgenti, ora sommesse ora solenni, quasi a sottolineare un'ideale colloquio con Dio e un'umana esigenza di mistico raccoglimento. E' questo il fascino di un organo, è questo il potere della musica per organo, quella musica considerata in tempi remoti una diretta emanazione dell'armonia divina.
L'organo della chiesa di Maria S.S. della Croce è particolare nella sua preziosità, non per dimensioni o per numero di canne caratterizzanti organi coevi in altre parti d'Italia e d'Europa (le sue dimensioni sono perffettamente commisurate alla struttura religiosa), ma per l'accuratezza dell'impianto meccanico, la pregevolezza dei materiali impiegati, le tarsie dei legni. Un gioiello, insomma, finora dimenticato o addirittura non conosciuto, come ha sottolineato la Prof.ssa Anna Lagioia Battista, presidente dell'Archeoclub locale, nel tracciare preliminarmente il quadro storico e artistico della chiesa.
La sua origine, il ruolo che ricopriva nell'evolversi del contesto sociale, la sua dedicazione alla Madonna e insieme a San Rocco e San Sebastiano, figure fondamentali per la datazione della chiesa e quindi del culto, sono stati oggetto di trattazione da parte del sig. Michele Giannelli, con inediti e documentati particolari, che aggiungono interesse a questa realtà già così carica di attaccamento devozionale da parte dei triggianesi.
A buona ragione, dunque, l'Archeoclub si propone di portare a compimento un'inizativa sicuramente difficoltosa, soprattutto per i costi, ma si confida anche nella sensibilità di quanti hanno a cuore la conservazione di un patrimonio culturale, non ultima l'Amministrazione Comunale, presente alla manifestazione nella persona dell'Assessore alla cultura, dott. Antonio Amodio. Egli ha espresso il suo vivo apprezzamento per la validità dell'iniziativa e assicurato tutta l'attenzione necessaria perchè vada a buon fine. E un augurio ce lo facciamo tutti, quello di vedere presto recuperato un altro degli importanti tesori che Triggiano sembra nascondere.