Archeoclub d'Italia Sede locale di Castel Sant'Angelo |
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NEWS Aprile 2002 Il BOLLETTINOE' in distribuzione il primo numero del bollettino
di Castel S.Angelo. La distribuzione avverrà via posta verso tutte le sedi locali
dell'Italia centrale. Tale iniziativa segue quella della creazione di un sito web (interno al sito www.archeoclubitalia.it) ed è volta anch'essa a divulgare l'importanza storica di Castel S.Angelo, borgo medievale nella provincia di Rieti pressochè sconosciuto ma nell'antichità importante punto di snodo di traffici viari e commerciali fra l'Abruzzo, la Toscana e le Marche e crocevia di diverse culture delle quali sono testimonianza l' importante circuito murario, la chiesa fortificata e il borgo durazzesco del quattrocento. Lo scopo è quello di sensibilizzare l'opinione pubblica su questo luogo pressochè incontaminato dagli scempi edilizi ma che corre il pericolo di scomparire. Con il primo numero appare evidente anche il sodalizio Archeoclub di Castel S.Angelo e Museo della Città e del Territorio di Vetralla. Le due associazioni infatti collaborano fin dal 1991 nel tentativo (quasi sempre riuscito) di salvaguardare il patrimonio storico-artistico di Castel S.Angelo. Il Museo nella sua banca-dati relativa a tutta l'Italia centrale conserva anche la documentazione di rilievo, di analisi stratigrafica e di restauro del borgo e delle mura medievali. La VILLA RUSTICA in località "Il Moro" Con il primo numero anche la comunicazione della scoperta da parte del gruppo Archeoclub di Castel S.Angelo dei resti di un' imponente villa rustica in località "Il Moro". La villa è descritta nell' aspetto che doveva aver originariamente dall'arch. Stefano Antonetti della Soprintendenza Archeologica di Roma. La presentazione al bollettino, che riportiamo qui di seguito, è opera dell'archeologa prof.ssa Elisabetta De Minicis, che insieme al prof. Enrico Guidoni dirige il Museo della Città e del Territorio di Vetralla: "L’importanza storica di Castel S. Angelo è stata spesso sottolineata da Flavia Festuccia che ha svolto su questo sito importanti ricerche individuando, per esempio, la parte più antica dell’abitato nell’area apicale dove sorge il mastio racchiuso in un primo circuito di mura, di cui rimangono imponenti resti. L’esamina attenta delle superfici murarie, tramite l’applicazione di un metodo rigoroso come la lettura stratigrafica, ha permesso alla studiosa d’individuare, inoltre, altre due fasi d’ampliamento delle difese (di XIII e XV secolo). Le case, seguendo il pendio collinare, si dispongono lungo le vie principali e seguono un modello edilizio quattrocentesco che le caratterizza fortemente (si rimanda a F. Festuccia, L’ampliamento urbanistico quattrocentesco ed alcune tipologie edilizie di Castel S. Angelo (Ri), in Case e torri medievali, II (a cura di E. De Minicis, E. Guidoni), Roma 2001, pp. 189- 201).
L’importanza del castrum di S. Angelo è testimoniata da queste "presenze monumentali" che attestano il suo ruolo strategico come fortificazione ma anche la sua funzione insediativa; l’analisi storico-urbanistica ha messo in evidenza, in modo particolare, come il settore orientale di Castel Sant’Angelo, che costituisce l’ampliamento quattrocentesco della città, si sviluppi per lotti secondo un modello già usato per l’Aquila. La memoria storica di Castel Sant’ Angelo si ricostruisce, dunque, anche fisicamente attraverso lo studio e la fruizione dei suoi spazi, attraverso ricerche sempre più attente e approfondite che aiutino a conoscere meglio il valore delle sue architetture. L’idea, quindi, di realizzare uno strumento informativo che possa raggiungere un pubblico non solo di specialisti, come senza dubbio vuol essere questo bollettino, è sicuramente il modo migliore per diffondere la conoscenza ed iniziare una vasta campagna di sensibilizzazione verso tutte quelle tematiche che riguardano la tutela e la valorizzazione di questi "beni". In veste di studiosa e archeologa del medioevo mi auguro, in modo particolare, che le fortificazioni di Castel Sant’ Angelo (mura, torri, ecc..) vengano al più presto messe in sicurezza intervenendo, per il restauro, anche con una diagnosi archeologica (analisi dei materiali, delle malte, ecc.) così da rispettare la loro facies originaria. Flavia Festuccia |